Be Human

ECO IMAGING CON ESERCIZIO FISICO



LA SALUTE DEL CUORE IMAGING ECOCARDIOGRAFIA ASSOCIATO A ESERCIZIO FISICO UN AIUTO AL CUORE A MISURA D'UOMO:

applicazioni,indicazioni, progressi tecnologici

prof. F. Acquistapace

L'ecocardiografia nelle sue varie espressioni ha raggiunto livelli tecnologici ed applicativi elevatissimi. Il suo sviluppo rappresenta uno dei punti di forza per la valutazione e per gli indirizzi prognostici e terapeutici delle malattie cardiovascolari sia in sede di valutazione che di prevenzione, sia primaria che secondaria.

Il suo utilizzo e le sue alte potenzialità nel rapporto costi/benefici e nella sua principale caratteristica ( la non invasività ) risulta inoltre particolarmente indicato nella patologia silente: ovvero nell'evidenziare quelle caratteristiche, morfologiche, funzionali ed emodinamiche che precedono o accompagnano lo sviluppo di una malattia o complicanza cardiaca ed indirizzando sulle corrette procedure di intervento terapeutico da praticare.

Il cuore infatti spesso non avverte.

Gran parte delle malattie di cuore non si manifestano con dei sintomi e per questo il loro precoce riconoscimento è sottovalutato.

A cominciare dalle cardiopatie congenite, presenti cioè dalla nascita, alle malattie delle valvole cardiache sino alla malattia ischemica, responsabile della maggior parte delle morti e delle complicanze cardiovascolari.

Gran parte di queste si manifestano in modo silente ovvero senza dare dei sintomi(dolori o malesseri specifici).

D'altra parte il loro precoce riconoscimento è alla base per preservare da guai seri come un attacco fatale o complicanze anche permanentemente invalidanti.

La tecnologia che oggi abbiamo a disposizione può fare molto solo se supportata da un'attenta prevenzione sia primaria che secondaria.

Intervenire su una anomalia che ancora non ha provocato danni irreversibili garantisce risultati ottimali di guarigione.

Arrivare tardi cioè quando si sia manifestata una lesione più o meno irreversibile comporta dei rischi maggiori dati dallo stato già avanzato di malattia.

In due parole: correggendo un'anomalia che ancora non abbia creato uno stato di malattia si guarisce; quando la malattia é già in atto si può al massimo curarla.

Altri importanti fattori da considerare nel sempre più gravoso bilancio delle malattie cadiovascolari e nella conseguente necessità di valutazione accurata ed al contempo mirata a stabilire indirizzi adeguati di terapia e di correzione, sono : la patologia dell'anziano (in aumento), la valutazione ed il recupero degli interventi di cardiochirurgia (coronarica-ischemica, valvolare, cardiopatie congenite), la valutazione dello sportivo e delle varie forme di idoneità alla pratica sportiva agonistica e non agonistica.

La chiarificazione e la corretta definizione di sintomi cosiddetti "aspecifici" come precordialgie o dolori al torace e soffi (funzionali? innnocenti?). Quante volte capita di sentirsi riferire : .." mi hanno detto che ho un soffio. Sa sono un po’ preoccupato , ma mi hanno anche detto che non è niente..: è vero? " Gran parte di questi segni son del tutto innocenti .

Come d'altra parte é altresì vero che determinate malattie cardiache cosiddette appunto silenti, non si manifestano con alcun disturbo. Nè vengono evidenziate dall'elettrocardiogramma. La probabilità di ammalarsi di cuore o di essere ammalati e non saperlo cresce collateralmente alla presenza di fattori di rischio. Per quanto concerne la familiarità ad esempio. Figli di genitori con cardiopatie hanno il 10% di possibilità di avere una cardiopatia . La possibilità sale al 20% se della cardiopatia é affetta la madre.

Non necessariamente determinate cardiopatie, in particolare congenite si manifestano con dei sintomi durante l'infanzia , ma possono evolvere con delle conseguenze anche fortemente invalidanti manifestandosi con sintomi solo in età adulta.Il precoce riconoscimento permette di procedere , se è opportuno alle dovute correzioni ed a evitare le complicanze evolutive.

L'esecuzione di un esame ecocardiografico completo e correttamente condotto nella sua pienezza interpretativa ed attraverso una condotta pratica ed esperienza avanzata, permette di fugare ogni dubbio.

Altri punti sul tappeto sono gli indirizzi terapeutici e l'inquadramento dell'Ipertensione Arteriosa (essenziale o secondaria?) ed il suo follow-up.

Il trattamento e l'inquadramento dello Scompenso Cardiaco Cronico e delle Cardiomiopatie (ipertrofiche e dilatative).

La valutazione primaria e secondaria della cardiopatia ischemica e del rimodellamento Ventricolare dopo Infarto Miocardico.

La valutazione delle complicanze cardiovascolari di patologie metaboliche come il Diabete Mellito.

Altri punti sul tappeto sono gli indirizzi terapeutici e l'inquadramento dell'Ipertensione Arteriosa (essenziale o secondaria?) ed il suo follow-up.

Il trattamento e l'inquadramento dello Scompenso Cardiaco Cronico e delle Cardiomiopatie (ipertrofiche e dilatative). La valutazione primaria e secondaria della cardiopatia ischemica e del rimodellamento Ventricolare dopo Infarto Miocardico.

La valutazione delle complicanze cardiovascolari di patologie metaboliche come il Diabete Mellito.

Davanti a questo estesissimo panorama di malattie che da solo riguarda oltre il 50% delle cause di morte e di malattia,(le malattie cardivascolari infatti detengono questo triste primato nella nostra società seguite a distanza dai tumori -25% e dalle malattie respiratorie -7%) risulta sempre maggiore la necessità di affrontare delle tematiche(valutative, terapeutiche, decisionali) corrette e miranti innanzitutto a soddisfare il ripristino non solo della vità ma possibilmente il mantenimento di un'ottimale qualità di vita e dello stato di autonomia, fisica, psicologica e sociale. Tale operazione si rivela tra l'altro utile al risparmio sui costi socio-assistenziali. Elemento quanto mai necessario.

La corretta e completa applicazione dell'Ecocardiografia , offrendo un'attendibilità più che completa permette di raggiungere questi obiettivi, ottimizzando al meglio la valutazione delle cardiopatie in modo tra l'altro versatile ed assolutamente non invasivo.

Lo sviluppo di questo strumento di indagine ha raggiunto in questi ultimi anni come detto , livelli tecnologici e potenzialità diagnostiche elevatissime ed in continuo sviluppo.

E' composto da sonde di vario tipo a seconda delle indicazioni che, appoggiate sul torace (senza quindi provocare traumi al paziente), scrutano tutti gli apparati cardiaci (dalle pareti alle cavità alle valvole) visualizzando le caratteristiche morfologiche ed anche emodinamiche, ossia dando informazioni sia anatomiche, che di funzione, registrando l' orientamento dei flussi sanguigni, le pressioni, i dati funzionali ed emodinamici. La sua caratteristica di non invasività (ossia di non recare disturbo al paziente) ne permette un uso ripetuto ed allargato a tutte le situazioni e le età,anche ed in particolare NEI BAMBINI. L'utilità dell'Ecocardigramma integreto in età pediatrica è utilizzato per lo screening delle cardiopatie congenite in casi di presenza di famigliarità o di reperti dubbi .

E' frequentissimo il riscontro dei cosiddetti soffi cardiaci rilevati alle visite occasionali e mai ben chiariti .

Tale segno , il più delle volte benigno ed innocente preoccupa non poco in particolare le mamme o le famiglie e finisce per condizionare la vita, in particolare quando si propone la scelta di qualche attività sportiva. L'ecocardiogramma permette di chiarire la causa e la natura del sintomo o segno. La sua versatilità consente di utilizzarlo in varie condizioni ed indicazioni.

Oltre che nelle condizioni cosiddette basali ovvero a riposo è possibile utilizzare l'ecocardiogramma integrato a situazioni particolari come stimoli fisici o farmacologici attraverso quella che si chiama ECOCARDIOGRAFIA DA STRESS.

Tale applicazione permette di valutare il comportamento delle varie parti del cuore, in particolare dei segmenti delle pareti, sotto stimolo fisico o farmacologico, visualizzando eventuali anomalie di funzione indicative di ridotto flusso coronarico ovvero di ischemia.

E' una prova indicata per lo screening e la valutazione della cardiopatia ischemica. Il suo potere predittivo (ovvero la capacità di confermare o escludere la malattia) è elevatissimo e più sensibile e specifico dell'elettrocardiogramma da sforzo (ovvero della prova che consiste nell'eseguire uno sforzo sul tappeto rotante o sul cicloergometro sotto controllo dell'elettrocardiogramma che trasmette un segnale elettrico su carta).

L'associazione dell'Ecocardiogramma con lo stimolo fisico (ECOCARDIOGRAFIA DA STRESS FISICO o DA SFORZO) si esegue all'apice dello sforzo fisico visualizzando ed analizzando i parametri cardiaci in movimento ed in diretta sul monitor ad alta risoluzione con metodi tecnici ed operativi particolari. I dati registrati in tali condizioni vengono quindi confrontati con quelli precedentemente registrati in condizioni basali di riposo.

In tal modo si possono individuare anomalie segmentarie indicative di malattia anche in fase iniziale, quando cioè ancora non sono presenti dei sintomi né dei segni nemmeno all'elettrocardiogramma.

La verifica di questi segni in via preventiva indicherà le soluzioni appropriate ad evitare l'insidioso progredire della malattia. L'Ecostress è inoltre in grado , e qui si raggiungono risultati altrettanto significativi, di indicare la corretta procedura terapeutica valutando le zone di cuore potenzialmente ancora vitali , parzialmente vitali o potenzialmente vitalizzabili indicando quindi l'opportunità di un eventuale intervento di rivascolarizzazione medica o chirurgica prima che la funzione cardiaca si alteri ulteriormente o che intervengano nuovi episodi ischemici su un terreno debole che possano compromettere irreversibilmente la funzione e l'integrità cardiaca. In caso di alterazioni presenti a riposo infatti, dopo stimolo provocativo, le stesse possono andare incontro ad una ripresa evidenzita da una miglioramento sia del movimento segmentario corrispondente , sia della meccanica e della funzionalità globale .

Tale fenomeno é indicativo di presenza di vitalità residua in queste zone e quindi in grado potenzialmente, con le opportune misure di intervento, ad esempio, attraverso una rivascolarizzazione (un' angioplastica o un by-pass) di riprendere la funzionalità.

In pratica l'esame ci dice, usando un linguaggio semplificato ma efficace che, riaprendo l'acquedotto chiuso, abbiamo la possibilità di rifertilizzare un terreno sofferente, poco nutrito, ma non ancora inaridito completamente e quindi in grado di rivitalizzarsi.

Una metodica quindi estremamente utile sia in fase di prevenzione primaria(diagnosi precoce) che secondaria(valutazione dell'evoluzione della malattia per evitarne le complicanze). La sua versatilità e la completa non invasività (caratteristica di non recare danno o disturbo) ne indica l'uso ambulatoriale e ripetuto.

L'utilizzo dell'ecocardiografia, in particolare nelle sue forme tecnologiche più avanzate, richiede un aggiornamento teorico-pratico continuativo ed al passo con la tecnologia. L'efficacia dell'Ecocardigrafia stessa dipende infatti strettamente dal rapporto Tecnologia/esperienza pratica. L'attendibilità tecnico-operativa e l'interpretazione dell'esame è strettamente legata cioè ad un uso esperto ed aggiornato di una tecnologia avanzata ed in evoluzione costante. E' bene tener presente questo elemento o fattore, in quanto, un esame condotto in modo approssimativo o interpretato superficialmente, limita notevolmente il potere predittivo ed in definitiva i disagi per il paziente.

Il potere diagnostico di questa tecnica è documentato da varie esperienze scientifiche,tanto che la Società Americana di Cardiologia ne raccomanda l'utilizzo per lo studio e la diagnosi della Cardiopatia ischemica. Utilizziamo con successo la metodica sia nei check-up Cardiovascolari Preventivi che e nelle valutazioni della Cardiopatia Ischemica. A questo proposito abbiamo osservato dei risultati estremamente significativa sia in fase di prevenzione primaria che secondaria su casistiche ampie. Ha un potere predittivo di gran lunga superiore all’Elettrocardiogramma (sia a riposo che sotto sforzo – vedi caso Rita Pavone), non è invasivo e, importante ricordarlo l’EcoStress Fisologico ossia associato a Esercizio fisico non utilizza mezzi di contrasto o farmaci (ecostress framacologico, scintigrafia miocardia) ed ha lo stesso valore predittivo (ovvero di capire e definire l’esistenza lo stato evolutivo della malattia) dei test che usano mezzi gframacologici o radioattivi. La sua praticità lo rende peraltro efficace sotto il profilo costo/beneficio.