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INTERVISTA A FLAVIO ACQUISTAPACE



Prof. Acquistapace, perché l'attività fisica è importante nella riabilitazione cardiologica?

L’Attività Fisica è parte integrante e principale nella Riabilitazione dalle malattie di cuore. I suoi effetti sull’apparato cardiovascolare, sul cuore in particolare e sull’organismo in generale sono stati ampiamente studiati e valutati. Gli effetti principali si possono riassumere in effetti centrali ed effetti periferici: le conseguenze si traducono in una miglior salute ed energia del cuore stesso e di tutto il sistema cardiovascolare e respiratorio e dell’organismo in generale.

Tali effetti se sono importanti nella persona cosiddetta sana, in quanto protettivi dall’attacco cardiaco e sui fattori di rischio, sono vieppiù necessari e vitali per le persone che hanno subito un attacco cardiaco, un intervento cardiochirurgico e/o sono affette da scompenso o insufficienza cardiaca cronica. Gli studi in merito sono molteplici anche recenti ed hanno dimostrato un netto miglioramento della qualità di vita, della prognosi e del controllo degli indici di malattia, misurata attraverso le riospedalizzazioni, la capacità fisica e le complicanze, in soggetti che praticano regolarmente ed in modo corretto programmi di esercizio fisico quotidiano rispetto a coloro che non li particano o che li praticano in modo non corretto o saltuario.

Anche la nostra esperienza di ricerca clinica ha fornito importanti contributi in merito. Questo vale anche, anzi è ancora più importante in persone affette da gravi forme di insufficienza cardiaca cronica ( Scompenso Cronico ), peraltro in continuo aumento di incidenza. Le linee guida della Società Americana di Cardiologia American Heart inseriscono l’attività fisica come metodologia da prescrivere in modo esteso e controllato nel cardiopatico allo stesso livello dei farmaci. E lo sviluppo dell’ Attività Fisica Educata è previsto come obiettivo di Promozione alla Salute e Prevenzione Primaria e Secondaria sia in ambiente Sanitario che in particolare nei Territori.

Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla prevenzione primaria e secondaria dei disturbi ed attacchi cardiaci anche gravi, finanche sulla morte improvvisa sono stati e sono studiati anche dalla ricerca di laboratorio o di base e l’impegno in tal senso è attivissimo.

Gli effetti principali si possono riassumere in:

- Potenziamento del Nutrimento del Cuore attraverso l’azione sulla Diastole Cardiaca, ovvero sulla fase fisiologica di movimento del cuore (rilascamento) destinata al nutrimento del cuore stesso. L’azione su questa fase è anche accompagnata da un incremento della vascolarizzazione del muscolo miocardico e da sviluppo di circolazione collaterale (incremento della riserva coronarica).

- Azione di bilanciamento del sistema nervoso Autonomo : riduzione del sistema simpatico (eccitatorio), principale responsabile dell’icremento della frequenza cardiaca e dello scatenamento di aritmie, ed incremento del Sistema vagale (inibitorio o tranquillizzante), principale responsabile del controllo delle aritmie e della riduzione della frequenza cardiaca.

A questi ed altri effetti di tipo centrale si associano altri effetti, di tipo cardiovascolare periferico e organico rappresentati da:

-Azione sul controllo della pressione arteriosa -Incremento del colesterolo HDL ovvero colesterolo buono

-Potenziamento della muscolatura e dell’apparato muscoloscheletrico in periferia con conseguente azione di supporto al motore centarle (cuore).

Nella unità di cardiologia riabilitativa del Policlinico di Monza: applicate un particolare modulo di attività fisica educata, ci può dire in cosa consiste?

Il modulo da noi applicato richiama il nostro modello di cura, chiamato C_ SAID (Cardiac Specifica Adatapation To Imposed Demand) tradotto: adattamento della cura alla domanda imposta dalla persona. Il Modello prevede una personalizzazione del controllo e del percorso di cura e di trattamento, diagnostico, tecnologico, terapeutico, dietologico e di prescrizione di Esercizio Fisico, basato sulla EDUCAZIONE alla Persona e sulla Valutazione del Profilo SALUTE. L’interevento viene misurato tramite dei test iniziali funzionali (Test del Cammino, Tolleranza alla Fatica, Controllo dei Gas respiratori). La risposta mediata del soggetto ci guida alla classificazione del livello di lavoro da eseguire.

Il tutto viene accompagnato da una Educazione Continua e da Un intervento Motivazionale di Psicologia della Salute volto ad insegnare alla persona a prendere coscienza della propria salute e delle modalità di mantenere l’allenamento, l’assunzione dei farmaci, le modalità dei controlli e il controllo dei fattori di rischio nel modo più aderente, continuativo e nel proprio ambiente di vita, di relazione, lavorativo o domiciliare.

Il problema infatti principale della Prevenzione secondaria è quello del Mantenimento delle abitudini e delle terapie, come l’attività fisica, nel modo più continuativo e corretto. L’aderenza e la collaborazione e l’educazione continua sono gli elementi vitali per la lotta alle malattie degenartive.

L’esecuzione di questi programmi e modalità prevede un’intervento speciliazzato, multidisciplinare e dedicato esattamente come un intervento chirurgico. La Rieducazione della Persona è un atto specialistico che deve esser condotto in modo dedicato e preciso: ossia con modalità che io chiamo in gergo “la Cardiochirurgia della Qualità della Vita”.

L'idea di far fare esercizio fisico a persone reduci da infarto o comunque con problemi di cuore è una conquista relativamente recente della cardiologia, ci può spiegare meglio questa nuova filosofia di approccio al paziente cardiologico?

Non più di 30 anni fa l’esecuzione di attività fisica dopo un attacco cardiaco era se non vietata, sicuramente non consigliata. Questo peraltro senza basi scientifiche né tantomeno fisiolopatologiche. Infatti già si sapeva che potesse far bene. In seguito si è cominciato a indicare con sempre maggior frequenza programmi di riabilitazione incentati sul training fisico controllato dopo attacco cardiaco, per recuperare il cuore .

Per gli effetti clinici rilevati, che indicavano precoce recupero, precoce rientro alla vita lavorativa e miglioramento sostanziale della qualità della vita, si è arrivati a raccomadare programmi di Riabilitane Cardiologica come Completamento assolutamente necessario e di diritto per il cardiopatico.

Purtroppo queste raccomandazioni, non sono ancor oggi del tutto applicate nella pratica clinica in modo costante e dedicato, anche a causa di una ancora scarsa cultura preventiva e riabilitativa dello stesso mondo cardiologico soprattutto in campo applicativo pratico.

E’ riconoscita alla comunicazione ed alla informazione un ruolo sostanziale nella sensibilizzazione ai programmi di perevenzione e quindi anche di diffusione corretta della esecuzione e prescrizione dell’esercio fisico e della Cardiologai Riabilitativa o Prevenzione Secondaria e Primarai nel loro complesso.

Quali consigli darebbe ai soggetti in buona salute, ma con abitudini sedentarie che vogliono intraprendere un programma di attività fisica?

Primo: valutare il proprio profilo di rischio o meglio Profilo Salute, iniziare con gradualità senza affanno né esagerazione.

Controllare la propria capacità fisica eseguendo dei test funzionali (test del cammino, prova da sforzo), scegliere la modalità più adatta a se stessi e più accettata nell’ambito delle modalità consigliate (aerobiche) che sono: cammino a varie intensità o modalità valutato con la scala di percezione della fatica (SPF), tappeto rotante, cyclette o biclicltta, nuoto, trakking , jogging, sci di fondo mantenere assolutamente la continuità, non meno di 3 volte la settimana.

Ci sono degli accorgimenti da adottare per riuscire a fare attività fisica con una certa costanza?

Innanzitutto Facilitarne l’esecuzione Ambientale: valutare all’interno del proprio ambiente di vita (casa o lavoro) spazi dedicati che possano fungere da palestre o percorsi vita o di allenamento ambientali. E ‘ importante non crearsi delle barriere archittettonicghe o dei tempi obbligati. Ad esempio la frequenza in palestra 2 volte la settimana è sicuramente utile ma destinata a interrompersi nel tempo.

Bastano 30 minuti al giorno di tappeto rotante in casa o di marcia in giardino o di salita e discesa della rampa di scale secondo le modalità indicate per esercitarsi in modo terapeutico e corretto.

Il Centro Studi Salute sul Movimento dell’Associazione Ricerca e Recupero Cardiopatie presso l’Unità Operativa di Cardiologia Riabilitativa del Policlinico di Monza: Via Amati 111 è a disposizione per informare, diffondere e assitere circa i programmi di Attvità Fisica Educata e di Riabilitazione Cardiologica.